Recensione di Kyra su Jazzitalia

Pietro Ballestrero è un ancor giovane chitarrista piemontese – classe 1973 – dalla solida preparazione accademica, che si è cimentato come compositore oltre che come strumentista, sia in ambito “classico” che in quello jazzistico. L’immagine degli strumenti a corda ed i colori caldi della copertina, con tutte le sfumature del legno, dal miele chiaro all’ebano scuro, evocano immediatamente un approccio acustico ed “artigianale” alla materia musicale.

E’ soprattutto la cifra di compositore ad emergere in questo lavoro arrangiato con cura e perizia per chitarra e quintetto d’archi – o per meglio dire per un classico quartetto d’archi rinforzato da un contrabbasso a sostegno – con l’aggiunta di un solista speciale come Gabriele Mirabassi al clarinetto.
La chitarra classica del leader appare spesso defilata, impegnata piuttosto a sottolineare ed impreziosire la trama nei passaggi cruciali piuttosto che a venire allo scoperto in assolo, con alcune notevoli eccezioni come nella lunga e veloce improvvisazione nella sognante milonga di ” Dai che ce la fai” : quasi una “chase” intrecciata con il clarinetto di Mirabassi. Molto misurati anche gli inserimenti della chitarra elettrica, spesso finalizzati a creare suggestivi paesaggi sonori. Il valore aggiunto del disco lo troviamo senza dubbio negli assolo di un fuoriclasse come Mirabassi, perfettamente inseriti nel disegno d’insieme, che impreziosiscono ed innervano ciascuna esecuzione, con una menzione particolare per i chiaroscuri di “Vos” e per la convincente “Abbraccio forte”, che apre e chiude la sequenza dell’album in un fitto dialogo con gli archi in grande evidenza.

Approccio rigorosamente acustico, qualità della scrittura, affiatamento del gruppo caratterizzano dunque un lavoro allo stesso tempo godibile e ricco di spunti interessanti.

Roberto Biasco per Jazzitalia

 

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